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Thursday, April 23, 2009

Caro signor Grom perché non viene a Roma? (<---- questo è un invito, non domanda retorica o domanda effettiva)

I nordici di: Torino • Milano • New York • Parigi • Tokyo • Venezia • Firenze • Bergamo • Bologna • Genova • Sanremo • Ferrara • Mantova • Mestre • Trieste • Chioggia • Novara • Padova • Parma • Perugia • Treviso • Asti • Cuneo • Chieri • Casale

Hanno la fortuna di avere nella loro città, da qualche tempo, almeno uno delle gelaterie aperte dal signor Grom e dal signor Martinetti. Dal 2003, partendo da Torino, le scelte di questi due signori hanno portato file di 15 metri minimo attorno ai loro negozi... perché?

Ora io sono del 1973 e quando ero piccola il gelato aveva un certo sapore: era artigianale, era fatto con prodotti del luogo e non era mai troppo dolce. Non sono una grande amante del gelato, da piccola lo ero ma da grande ho sviluppato un maggiore interesse per ciò che è salato, aspro o amaro... tuttavia, mentre vivevo in America, mi ritrovavo spesso a cantare le meraviglie del gelato paragonato all'ice-cream.
Nel 1998 quando assaggiai Hagen-Daaz la prima volta non potei fare a meno di fissare dritto negli occhi il mio team leader, di origine tedesca, che me ne decantava le lodi per chiedergli: ma tu lo hai mai mangiato un vero gelato italiano?
Per me era peggio dei gelati confezionati e pagarlo un sacco di soldi perché c'era il mou nel fondo e i croccantini e gli zuccherini sul cono non costituivano nessuna attrattiva.

Diciamolo che fin da bambina una cosa è rimasta invariata: ho un palato limitato che ama sapori blandi o estremamente speziati e non ciò che sta nel mezzo (piccante e dolce: aglio e cipolla non devono entrare nei miei piatti).

Quel gelato tanto decantato dal mio team leader per me sapeva di zucchero e caramelle per cui la mia sentenza fu: scusa, questo lo mangi te, io vado a comprarmi un Twix che mi evito anche la reazione intollerante al latte.
Andando a vivere in America mi trovai di fronte nuovamente ad Hageen-Daz e ad altre marche locali come Ben and Jerry. E' inutile dirlo ma per sette anni, mentre vivevo là, io non ho mangiato né gelato né pizza e ho sempre messo i miei amici in difficoltà quando si trattava di decidere dove andare per cena: perché vi ostinate? Andiamo al cinese, al giapponese o al thailandese visto che qui a San Francisco, non li hanno ancora americanizzati tutti. Un italiano si cucina in casa per cui North Beach serve solo voi. Japantown, Chinatown, Vietnam town... hanno locali pieni di asiatici, quelli sono i posti in cui andare!

Dopo tanti anni, di mancanza non ne ho sentita molto per il gelato, molto più per la pizza ovviamente, ma quando sono tornata - ed era piena estate - mi son dovuta imbattere in una triste realtà: non avrei mai più mangiato il gelato di una volta... si era estinto e quello che cercavano di rifilarmi come gelato era roba fatta con sapori e colori artificiali e taaaanto zucchero.

Non torno certo dall'America per mangiare un robo che fate peggio degli americani, consentitemi.

Per mia fortuna, mia sorella risiede a Torino e sono stata portata spesso e volentieri a prendere il gelato da Grom, ritrovando quei sapori perduti, voglio dire il locale è presidio slow food, ha ingredienti biologici, usa la panna, fa prodotti per celiaci e non usa emulsionanti né addensanti di sorta. Lo promette all'ingresso tutto ciò, se non fosse vero rischierebbe la galera!

Il pistacchio non è verde è color pistacchio. La cioccolata sa di cacao. Il gelato alle nocciole è fatto con le nocciole delle Langhe....

poi un giorno arrivò LUI: Il caramello al sale!http://emo.huhiho.com
Signor Grom... so che Roma ha il numero di licenze chiuso e limitato... ma lo corrompa un gelataio e si apra un negozio dietro al Pantheon, metta sto caramello al sale fisso nel menu e le prometto fedeltà eterna con la mia testa sotto i suoi piedi e si può pure muovere.
La prego, venga a Roma!

Domani apre a Tokyo... Tokyo sì e Roma no?

3 comments:

Takiko said...

Ai tempi una amica di Mary lo chiese al signor Grom perchè non a Roma... e la risposta fu che c'erano problemi con gli affitti...
Non credo che vogliano escludere deliberatamente la capitale XD

Deda said...

Credo siano le licenze limitate il vero problema, più che gli affitti (voglio dire Parigi, New York e Tokyo per affitti a Roma fanno un baffo). Il numero deve restare invariato per cui dovrebbe trovare qualcuno che gli venda o ceda la licenza o chiuda. Perché altrimenti gli altri come fanno con gli affitti? E infatti il mio è un invito a corrompere un gelataio che ha già licenza e il locale nella capitale (dietro al Pantheon) a prendere il franchising!!! XDDD

Hoshi Hyuuma said...

Sembra davvero buono 'sto gelato del sig. Grom! Se apre a Roma ci vado sicuramente! Comunque a Roma c'è il Palazzo del Freddo di Giovani Fassi dove fanno il mio gelato preferito. Deda se non lo hai provato facci un salto!