





Singapore 3
Storielline in Italiano! A couple of funny stories! English! |
Cellphone pics of my apt. in Singapore. ![]() |

Singapore 2 
Singapore 1 
Tutti si levano le scarpe... e nel cuore della notte, con la coda dell'occhio, vedo una strana figura strisciare carponi verso il bagno.
Cacchio! Già vedo i fantasmi cinesi? Ma chi sei... Ju On?
La moglie del fantasma mette una coperta a terra nel bagno e gli chiude la porta alle spalle. Lo strano fenomeno si ripete altre due volte... la cosa strana è che, quando è ora di atterrare, il tizio si mette in piedi e scende sulle proprie gambe. Boh!
Arrivando a Singapore scopro che metà dei passeggeri restano a bordo perché il viaggio continua verso Jakarta. Dall'alto ho visto che Singapore sta costruendo un nuovo ponte verso la Malesia... pare debba passarci il treno/metro e quindi fra una decina d'anni i Singaporeani si compreranno un po' di spazio lungo le coste malesi e potranno fare i pendolari in città col treno.
Scendo dall'aereo e vedo che Changi non è cambiato moltissimo. Becco un agente dell'imigrazione gli mostro la mia carta e gli spiego la situazione. Lui mi fa: metti 90 giorni, lah, col passaporto italiano, poi fai il permesso in 90 giorni ah!
Passo la dogana in meno di 7 minuti. Il tizio con una mano scansione e con l'altra timbra e con l'altra ancora, che non ho capito da dove spunta, strappa il cedolino. Passa una donnina e recupera pacchetti di cedolini alti 12 cm. La fila scorre e fuori, sul conveyer belt, c'è già il bagaglio che gira... e ci ha messo meno di 12 minuti!
Grace è già fuori che mi aspetta... mi fanno passare la valigia per scrupolo sotto il metal detector e poi mi fanno andare. Dopo i saluti, racconto a Grace un po' dello strano viaggio e ci mettiamo in fila per prendere il taxi.
Gli stranieri provano a tagliare la fila... con stranieri inglesi che urlano a stranieri spagnoli di non fare i furbi! U_U"
E' impossibile non fare la fila a Singapore. Uscendo ci attende il taxi che ci porta da Changi ad Ang Mo Kio, il viaggio costa 7 euro scarsi... una cavolata!
Grace mi porta a vedere l'appartamento, sono al sesto piano... ho 3 camere da letto... il livello è quello degli appartamenti della Disney a Parigi. Un po' meglio, perché a terra non c'è il linoleum, la camera da letto ha il palchetto... ho il bagno in camera... certo il mobilio e le pareti sono un po' vissute, e domani ne parleremo con quelli della manutenzione, perché chi c'è stato prima non si è molto curato delle cose non sue. N.B. questi sono appartamenti dati in affitto agli stranieri.
Dopo un po' di sbarellamento, dovuto alla stanchezza e al fatto di non riuscire a carburare a 30 gradi... usciamo e passiamo un attimo in ufficio. Vedo la scuola, qualche squarcio... mica male! *_*
Grace dice che forse, se non lo usa nessuno, posso prendere in comodato uno dei tavoli luminosi portatili dalla scuola.
C'è una caserma militare sul retro della scuola e sul davanti campi da tennis. Usciamo dalla sinistra per andare al centro commerciale più vicino a fare spesa. Arriviamo a una sorta di carrefour, dopo aver passeggiato venti minuti buoni sotto tettoie e passaggi coperti tra palazzoni altissimi... riparano dal sole e dalla pioggia.
Nel centro commerciale c'è l'aria condizionata a palla, ovviamente. Entro e la prima cosa che vedo è un mega poster di Kimutaku che fa la pubblicità di un sapone per uomini, mi ribalto dalle risate e faccio una foto. Inizia lo shopping e lo smarrimento... ogni tanto una marca familiare... ogni tanto roba stranissima e ma vista - ah me l'ero dimenticata questa sensazione... il primo impatto con Continent a Torcy, il primo impatto con Wal-Mart in Florida... ma qui non c'è la sensazione di girare tra gli scaffali e non vedere roba commestibile... tutt'altro!
C'è la Lavazza, c'è la pasta accanto al riso... c'è il sugo americano e quello italiano. C'è il banco dei formaggi con tanto di marscarpone e roquefort.
Compro lenzuola, king size, di cotone al 100%, un cuscino a memoria di forma in fibra naturale, due asciugamani di spugna, 6 strofinacci per la cucina, un set coltello, forchetta, cucchiaio, cucchiaino e coltello per la frutta, shampoo e balsamo, dentifricio pearl drops in tubetto, assorbenti per il giorno e per la notte (e di questi ne parleremo perché sono pensati da ingegneri geniali, mica le cagate della lines!), deodorante rexona, frutta, biscotti, marmellata, burro di arachidi, caffè lavazza qualità oro, pane di tipo baguette e lo yakult (LOL, lo yakult è grande il doppio, viene in pacchi da 5 e ha 4 gusti XDD, fai i punti e ti regala le borsine burberry), prendo il sapone per i piatti e la carta igienica a 3 veli e pago meno di 70 euro.
Usciamo fuori col carrello, passa a prenderci Pete in auto... la corsia per fare la fila si chiama: carico e scarico. E' accanto a quella per i taxi... lasci il carrello in ordine, carichi la spesa e te ne vai.
Una signora attraversa lontano dalle strisce... c'è un generale scuotere di teste e Grace che fa: eh, ma qua ci sono le strisce per te, dove vai? Certa gente proprio non la capisco...
Io manco.^^" Che bella cosa la normalità.
Saliamo in auto e andiamo in un altro centro commerciale chiamato Thomson - credo - per mangiare la cena al giapponese... che costa meno che da noi ma ha il riso più buono, ovviamente. Ma Grace ha la card fidelité XD, ci carichi su 50 dollari (25 euro) e mangi 120 dollari (60 euro)... e non è cibo di scarsa qualità... si mangia bene. Ti fanno il refill del tè... le sto ancora un po' mandando giù per il tubo, le mie sei tazze.
Il parcheggio sotterraneo sembra un forno... ma non capisco perché ci sono lucine rosse e verdi come se fosse Natale. Poi noto: le luci sono in corrispondenza dei posti. Se c'è un'auto parcheggiata è rossa e se il posto è vuoto è verde. Così sai dove c'è posto.
Usciamo... i parchegghi, come il passaggio in città, sono tutti regolati da un sistema di carte prepagate tipo viacard. Niente bigliettini, pagare all'uscita, inserire il biglietto, attendere prego... le ricarichi sul web e non ci pensi più, solo, ogni tanto, la macchina fa bip.
E quindi ora sono qui. Il wi-fi si è spento alle 22:30, le luci della scuola anche - per risparmio energetico. Anche i condizionatori della scuola si spengono, quando non si è in ufficio.
Devo capire bene come funziona il riciclaggio... per l'indifferenziato ho il pozzetto in cucina, apro lo sportello e butto giù il sacchetto.
Domani iniziamo un po' di trafila burocratica.
Il Quirinale.
Diluvio a Porta Nuova!Questa è la Stazione di Torino Porta Nuova, il martedì prima di Pasqua.
Ovviamente io arrivo da Roma col sole e per strada incontro il diluvio.... e ci può stare. Ma scendere in stazione e trovarmi il lago davanti mi fa pensare: sono già ad Avigliana? Vedo i laghi!
L'omino posto al banchetto informativo dell'AV ed ES galleggia via, trasportato da un'onda anomala, mentre un collega gli rompe insistentemente le balle con domande alle quali l'omino non può rispondere subito, visto che sta cercando di dare informazioni... galleggiando.
Ordunque si volta e, con garbo, gli dice: me lo puoi chiedere anche dopo! Non vedi che sono impegnato! Che maleducazione!
Lascia di stucco la signora che chiede informazioni - ma il cattivo umore del poveretto è indubbiamente anche imputabile alla cascata del Niagara che gli cola alle spalle, lungo il pilastro... del resto lui ha i piedi in acqua e le mani su un computer (morte assicurata!).
Alzo gli occhi e vedo operai in tuta di gomma gialla sul tetto che bestemmiano in turco ottomanno... e si spiega il motivo di cotanto allagamento (oltre al fatto che i marciapiedi sono affossati): stavano ancora passando il catrame - poveri bastardi!
Ordunque arrivare alla stazione di Porta Nuova... nuova di zecca, appena rifatta, e trovarci una catastrofe naturale, mentre tu muori di fame, non aiuta. Lo Chef Express è preso d'assalto anche da viaggiatori scoglionati... che stanno in fila... per il caffé? Per il panino?
Noooo, stanno in fila per leggere il menu... e poi magari arrivano alla cassa e fanno mhhhh: mi lasci pensare!
Perché, fino a ora cos'hai fatto?
Ecco che, impellente, sorge il desiderio di tagliare la fila, ma noi non ci facciamo sopraffare dal gene italico e semplicemente bussiamo sulla spalla dello scoglionato: scusi, visto che lei sta decidendo mentre io se non mangio qualcosa e prendo la medicina sbatto a terra morta, le dispiace se ordino un panino al volo?
L'omino, cortesemente, fa: prego prego!
La moglie mi guarda storto... signora, non è una mamma lei? Pensi a me come a sua figlia! Lo sa a che ora mi sono alzata stamattina? Lo sa che i bagni erano rotti sull'AV? Lo sa che ho fatto un'ora di ritardo e non posso chiedere il rimborso perché sicuramente è imputabile a questo diluvio qui - e poi c'ho il biglietto fatto con la tariffa amica? Mi facci prendere la piadina mi facci, che poi devo prendere la diligenza per Avigliana... inseguita dai Sioux fino ai laghi!
Salgo sul regionale... e trovo i sedili bagnati. Piove sul treno. Siedo accanto a questa bellissima byNba emo, con le unghiette laccate di nero e viola (per le quali la complimento) e si dimostra educata e cortese (insomma meglio un figlio emo ma beneducato che un fighetto senza etichetta e data di scadenza) e con lei escogitiamo un sistema di leve e carrucole per tenere giù la tendina ed evitare che ci piova addosso per 22 minuti - a me, 35 a lei!
Mangio e mi augura buon appetito e quando scendo mi saluta e mi augura una buona giornata. Durante il tragitto lei e una sua amichetta, arrivata dopo, parlano del foglio rosa come della cosa più magica del mondo.
Io ho la patente dal 1992 e ho guidato solo 2 volte. Viva i mezzi pubblici anche se fanno ritardo e ci piove dentro!
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